Uno dei tanti @ Metamorfosi – Roma


Fra le mie qualità non posso certo includere la costanza, e ne è sicuramente la riprova la data del mio precedente post. Potrei addurre come parziale giustificazione una situazione lavorativa sempre più pressante, d’altronde non è scrivendo di ristoranti che pago il conto dei suddetti, ma la triste verità è che il mondo della ristorazione mi appare sempre meno stimolante, così saturato di chiacchere su chef superstar o stelle date e non date.

Sarà poi che negli ultimi mesi le visite a tavole dei cosiddetti chef "di grido" non abbiano brillato per originalità, per via di una fastidiosa tendenza ad uniformarsi allo stereotipo stellato (anche per quanto riguarda il conto). Viene quasi da rimpiangere gli eccessi della cucina molecolare, che per lo meno apportavano ludicità e originalità.

Quantomeno ho avuto tempo per meditare su quei finti pomodori mangiati al Metamorfosi, regno dello chef Roy Caceres, beniamino di stuoli di foodblogger capitolini. Ripenso al lavoro immane necessario per la preparazione: essiccare i pomodori (veri) per ricavare una farina per impastare e ottenere dei pomodori (finti) di pasta, da servire in una crema di ricotta di bufala, con schiuma di sedano e alici crude. Il tutto per ottenere il sapore di una pizza "Napoli", certamente più nitido e definito, ma la sostanza sempre quella rimane.

Gli spunti di riflessione sono svariati, ma il predominante è sicuramente una metafora su come la cosiddetta "alta" ristorazione si tiri a volte la zappa sui piedi, alimentando poi un distorto immaginario collettivo.

Il resto della cena regala ineccepibilità tecnica, condita da influenze sud-americane e un sottinteso amore per il Blu del Monviso, fortunatamente ravvivata sul finale da un paio di guizzi emozionali (il manzo Wagyu -di provenienza argentina- e il dessert alla camomilla).

Quasi inutile menzionare il solito l’ambiente di design, il consueto servizio inappuntabile e la carta dei vini pregna di referenze d’ordinanza: tutto perfettamente in linea con la patacca pneumatica appesa sull’uscio, compreso il conto rigorosamente in tripla cifra.

Rivolgendo lo sguardo al passato mi rendo conto di aver scritto commenti più lusinghieri su ristoranti sostanzialmente analoghi. La "colpa" del Metamorfosi è stata forse solo quella di aver innescato in me una sorta di presa di coscienza. Per quel che mi riguarda (e tacciatemi pure di non usare un metro oggettivo) il tutto si può sintetizzare così: uno dei tanti ristoranti da 100€ senza nessun motivo particolare per consigliarlo o ritornarci.

Le portate

Spuma di patate, sedano, cozze
[]
Ceviche di ricciola, cetriolo, spezie sudamericane e platano fritto
[]
Funghi porcini, croccante di lino e crema di Blu del Monviso
[]
Finto pomodoro, alici, sedano, crema di ricotta di bufala
[]
Risotto "opercolato" funghi e nocciole
[]
Manzo wagyu affumicato, crema satay e melanzane
[]
Cioccolato bianco e blu del Monviso
[S.V.]
Yuzu, mandorle e camomilla
[]

Altre Foto

Prezzi (Luglio 2017)

Antipasti: 26-28€
Primi: 28-32€
Secondi: 36-40€
Dessert: 19€
Degustazioni: 100€ – 130€

Indice di gradimento

Metamorfosi

Via Giovanni Antonelli, 30
00197 Roma

Tel. 06 80.76.839

www.metamorfosiroma.it

Chiuso domenica e sabato a pranzo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...